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EPTA

installazione e video di Paola Marzano

Lecce:
a cura di Katia Olivieri
- Showroom Federico Primiceri fine jewellery

    7 - 30 Agosto 2016


Epta è frutto di una ricerca artistica alchemica con scopo catartico, intrapresa nella necessità di superare una complessa esperienza personale riconosciuta e sviscerata con lucida analisi. Nell’esoterismo il numero sette corrisponde alla ricerca del Sé, somma del celestiale tre e del terrestre quattro, e rappresenta il dualismo presente nell’uomo. In questa ricerca sulla dicotomia l'artista attinge al simbolismo esoterico mettendo in dialogo, nel video, con la dualità della Regina Grimilde e il suo contraltare Biancaneve.

Epta sta per eptagramma, la stella a sette punte esoterica disegnata nell’installazione da sette piramidi evanescenti in plexiglass sospese al soffitto e posizionate ai vertici della figura piana. Ad ogni piramide corrisponde, nella simbologia e nei materiali: un numero da uno a sette, un giorno della settimana, un pianeta sacro, un metallo alchemico, un angelo planetario contrapposto ad uno spirito planetario, nell’eterna lotta degli opposti. 

Tale dicotomia è riproposta nel video "Enantiodromia" (00:02:02) che secondo Eraclito è il gioco degli opposti nel divenire. “Ciò che si oppone conviene, e dalle cose che differiscono si genera l'armonia più bella, e tutte le cose nascono secondo gara e contesa” (Eraclito, Frammenti).

La Regina nera Grimilde, interpretata dall’artista, è resa in un saturo bianco e nero mentre pronuncia la celebre frase davanti allo specchio, nella ciclica lotta tra positivo e negativo, spirito e materia, bene e male, nella consapevolezza che è dalla coesistenza e fusione degli opposti che si raggiunge la Verità.

Etruschi - Il Linguaggio Segreto di un Gesto

Opere e Studi di Paola Marzano - installazione e video
in collaborazione con Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell'Etruria Meridionale e X Giornata del Contemporaneo AMACI

Roma:
- Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
    10 - 19 ottobre 2014

Cerveteri (RM):
- Sala Ruspoli
- Necropoli della Banditaccia
- Museo Nazionale Cerite
    18 gennaio - 1 febbraio 2015

Gallipoli (LE):
- Ex Mercato Coperto
    1 - 30 agosto 2015

Rovereto (TN):
- XXVI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico
    2015

Eugene, Oregon, USA:
- The Archaeology Channel (TAC) International Film and Video Festival
2017

Partendo dall’analisi visiva del “Sarcofago degli Sposi”, l’artista propone cinque opere di grandi dimensioni, frutto di rielaborazioni digitali in cui coesistono fotografia, disegno e grafica al computer, riprodotte sulla materia diafana di un velo, quel velo di Māyā, di diversa natura, che spesso annebbia la vista impedendo di vedere la realtà nella sua vera essenza. L’installazione site specific si completa con una videoproiezione, che fa da supporto esplicativo e necessario.
La gestualità dei due Sposi rappresenta la fonte d’ispirazione dell’artista che vede, nel gesto delle loro mani, un linguaggio segreto, criptato e sepolto da secoli nel 

quale, attraverso un’analisi storica, etica e sociale, si può riconoscere un ponte tra epoche e culture narrato attraverso simboli ermetici.

Un gesto che parla di amore reciproco dei due sposi, e del profondo rispetto e considerazione di cui godeva la donna nella società etrusca. Un gesto che, sotto l’apparente atto di versarsi unguenti profumati, nasconde, per l’artista, un linguaggio segreto: è gesto simbolico di danze orientali, danza sacra indiana Natya, Mudra. 
In particolare tre Mudra indiani sono riprodotti esattamente nella posizione delle mani dei due sposi ed identificabili in alcune divinità induiste la cui analisi ed interpretazione accompagna lo spettatore in un viaggio insolito e affascinante.
“Gesti antichi che si distorcono e si traducono nella contemporaneità in atti di assoluta follia, celano il disagio segreto di uno sposo che trova, nell’annientamento della sua metà di vita, l’unica via d’uscita, l’unica via possibile di liberazione, l’unica forma di riconoscimento ed affermazione del suo essere Uomo. Di contro la Donna, che ha gettato nell’oblio la sua Essenza stessa di Donna e paga il suo essere Energia Vitale, Regina di quella dimora quotidiana che diventa ònere e costrizione per quell’Uomo, privo ormai delle innate certezza. Entrambi hanno perso la comunione con l’altro tramutandosi in due porzioni incomunicabili che viaggiano, ormai, su strade parallele”.

Video Intergrale www.sperimentarea.tv

Il Velo di Maya

installazione site-specific con sonoro
a cura di Lorenzo Canova

Siracusa:
- Galleria Civica d’Arte Contemporanea MONTEVERGINI

    21 gennaio - 19 febbraio 2012

Montefalco (PG):
- Complesso Monumentale di San Francesco
    7 aprile - 27 maggio 2012